Ansia: comprenderla per imparare a gestirla
- Ilaria Lazzari
- 8 mag
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 7 lug
L'ansia è un'esperienza spesso comune ed universale: tutti, infatti, prima o poi, ci troviamo a fare i conti con quella sensazione di agitazione, preoccupazione o tensione che accompagna situazioni vissute come incerte, nuove, improvvise o particolarmente significative per noi.
Nonostante l’ansia, di per sé, non si presenti necessariamente come un nemico (in quanto spesso si tratta di un meccanismo naturale che prepara l’organismo a confrontarsi con una situazione percepita come sfidante), quando si manifesta in modo persistente, eccessivo o emerge anche in assenza di un pericolo reale, rischia di interferire con la nostra quotidianità, la nostra qualità di vita, le nostre relazioni familiari e sociali, il nostro benessere psicofisico.

Ma che cos'è, nello specifico, l'ansia?
Si tratta di una risposta psicofisiologica di anticipazione: mentre la paura risulta essere una reazione rispetto ad un pericolo presente e concreto, l’ansia, alimentata di frequente da dubbi e possibili scenari immaginati rappresentati, riguarda principalmente ciò che potrebbe accadere.
Dal punto di vista fisico può manifestarsi con:
palpitazioni;
tensione muscolare;
respiro accelerato;
senso di oppressione al petto;
sudorazione;
disturbi gastrointestinali;
difficoltà di concentrazione.
Questi segnali sono la conseguenza dell'attivazione del sistema nervoso autonomo, il quale prepara il corpo alla risposta di "attacco o fuga".
Quando prestare più attenzione?
In linea generale, come accennato precedentemente, quando l’ansia si manifesta in maniera persistente, eccessiva e porta ad influire negativamente sulla nostra quotidianità, potrebbe risultare importante per il nostro benessere porre maggiore attenzione ai presenti segnali.
In particolare, può essere utile chiedersi:
Evito situazioni per paura di provare ansia?
La preoccupazione occupa quasi totalmente le mie giornate?
Faccio fatica a rilassarmi anche quando non mi trovo di fronte ad un problema concreto?
L'ansia ostacola il mio lavoro, lo studio o le relazioni?
Se le risposte a queste domande risultassero principalmente affermative, potrebbe essere importante approfondire il tutto con un professionista della salute mentale.
Strategie per gestire l'ansia
La gestione dell'ansia non consiste nell'eliminarla completamente, ma nell'imparare a riconoscerla e regolarla.
Il corpo, spesso, comunica prima della mente: prestare attenzione ai segnali fisici permette di riconoscere come si manifesta la sintomatologia fin dalle prime fasi.
In merito a ciò, la respirazione lenta e diaframmatica, il rilassamento muscolare e una regolare attività fisica possono rappresentare ottimi strumenti per contribuire a ridurre l'attivazione fisiologica.
Accogliere le emozioni
Di frequente, succede che i tentativi di combattere o reprimere l'ansia possono, paradossalmente, renderla più intensa.
Al contrario, riconoscere ciò che si sta provando, sospendendo il giudizio, potrebbe favorire una maggiore consapevolezza emotiva.
Infatti, accettare di poter sperimentare momenti di vulnerabilità non significa arrendersi, ma sviluppare un rapporto più equilibrato e bilanciato con le proprie emozioni.
Osservare e ridimensionare i pensieri
L'ansia tende ad amplificare la negatività degli scenari futuri immaginati, portandoci a sopravvalutare i rischi di determinate scelte o situazioni e a sottovalutare le nostre capacità di farne fronte.
In questo, potrebbe essere funzionale porsi le presenti domande:
Quali prove esistono a sostegno di questa preoccupazione?
Ci sono spiegazioni alternative?
Se dovesse davvero verificarsi, come affronterei questa situazione?
Queste domande possono aiutare a interrompere il cosiddetto circolo della rimuginazione.
Coltivare abitudini che favoriscono il benessere
Sonno regolare, alimentazione equilibrata, movimento, momenti di pausa e relazioni significative rappresentano risorse e fattori protettivi per la nostra salute mentale.
Inoltre, poter dedicare del tempo ad attività piacevoli e gratificanti contribuisce a ridurre il livello generale di affaticamento psicofisico.
Limitare l'assunzione di caffeina e alcol
Caffeina e alcol possono aumentare i sintomi dell'ansia. Potrebbe essere utile provare a ridurre il consumo di queste sostanze e osservare come ci si sente, provando a sostituire le bevande contenenti caffeina con tisane o acqua.
L'importanza della psicoterapia
Iniziare un percorso di psicoterapia non significa “non essere in grado” di affrontare i propri problemi.
Significa scegliere di comprendere meglio il proprio funzionamento e acquisire strumenti efficaci per gestire le difficoltà.
La psicoterapia, infatti, può aiutare a individuare i meccanismi che mantengono intensa e significativa l’ansia, sviluppando strategie personalizzate per affrontarla con maggiore serenità.
Imparare a comprendere l’ansia, infatti, anziché combatterla o considerarla come un corpo estraneo da eliminare, permette di costruire un rapporto più consapevole con sé stessi, affrontando le sfide quotidiane con maggiore equilibrio.
E allora, forse, quando si manifesta, potrebbe essere arricchente chiedersi:
Cosa vuole comunicare il mio corpo con questo sintomo?
Cos’è che chiede ascolto e attenzione in questo momento della mia vita?



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